Se fossi stato il consigliere politico di Luigi De Magistris.

KarMassimoNapoli, PoliticaLeave a Comment

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Ho sempre ammirato le persone capaci di leggere il futuro. Profondamente.
È una dote preziosissima, difficile da gestire e che necessita di molta dedizione. Basti pensare a un giocatore di scacchi, che prima di fare la propria mossa pensa con attenzione a tutte le possibili mosse che potrebbe fare l’avversario, e poi a quali potrebbero essere le sue possibili contromosse, e così via fino a visualizzare il suo finale vincente.
Già, vincente. Perché per poter vincere devi avere chiaro il tuo obiettivo fin dalla prima mossa.
E tutte le conseguenze della stessa, ovviamente.

Luigi De Magistris, questa dote non ce l’ha. Qualcuno, all’inizio, avrà pensato il contrario, ma invece no. Si trattava solo di fortuna. Non molto diversa da quella di chi trova parcheggio sotto il portone di casa. Basta essere lì al momento giusto.
Alle ultime elezioni cittadine, De Magistris ha fatto esattamente questo. Si è trovato al posto giusto nel momento giusto. E quando capitano questi colpi di fortuna, una persona saggia dovrebbe prendere coscienza dei propri limiti e attrezzarsi per superarli garantendosi un futuro luminoso. Invece De Magistris è di quelli che vincono la lotteria e sei mesi dopo sono più poveri di prima.
Ora, che la poltrona di sindaco a Napoli non sia proprio la stessa cosa della vittoria di una lotteria è fuori discussione, ma di certo avrebbe potuto evitare di ridurla come una di quelle sedie di plastica sfondate che si trovano nelle bettole più infime dei lidi turistici.

Come? Ad esempio facendosi affiancare da un consigliere dotato di quella caratteristica di cui parlavo sopra, leggere il futuro.
Un consigliere di questo tipo sicuramente avrebbe suggerito al primo cittadino di gestire in modo totalmente differente l’incresciosa situazione che si è venuta a creare con la condanna per l’inchiesta Why Not.
Tanto per iniziare, il bravo consigliere si sarebbe reso conto da molto tempo che il sindaco ha ormai perso quasi completamente la fiducia che tantissimi cittadini gli avevano accordato. E saprebbe pertanto che attualmente le possibilità di una rielezione a sindaco sono pressappoco le stesse che ha il Napoli di vincere la Champions League.
“Ma come? Il Napoli è uscito dalla Champions League!”
Appunto.

Il bravo consigliere avrebbe quindi detto al sindaco che l’infausto esito della questione Why Not poteva rivelarsi un’ottima occasione per provare a rilanciarsi, o quanto meno per garantirsi un’uscita di scena decente, onorevole, apprezzabile. Perché non è quella di fare il sindaco sospeso, o quella di inveire contro i poteri occulti la strada giusta, e ancora meno lo è quella di esporsi a imbarazzanti domande e discussioni nei vari talk show italiani.

Luigi De Magistris avrebbe dovuto fare solo una cosa, una volta appreso di essere stato condannato: rassegnare immediatamente le dimissioni e indire una conferenza stampa per spiegarne i motivi. Il bravo consigliere gli avrebbe scritto un discorso duro ma commovente allo stesso tempo. Magari un po’ demagogico e con qualche strizzata d’occhio qua e là, giusto per non far sospettare che ci fosse la mano di qualcuno dietro.
Un discorso che sarebbe suonato più o meno così: «Cari cittadini e cittadine, come sapete ho deciso di rassegnare le mie dimissioni, rimettendo nelle vostre mani il mandato autorevole che mi avevate affidato, quello di amministrare la nostra città, una città che oggi amo ancora di più di quando mi avete scelto per diventarne il primo cittadino.
So di aver commesso molti errori, e che tanti di voi oggi non farebbero la stessa scelta, ma ho cercato di fare del mio meglio. E sono certo che se avessi avuto più tempo, sarei riuscito a farvi ricredere, a farvi sentire orgogliosi della vostra, della nostra città, e di me che avrei voluto portarla in alto, dove merita di essere.
Purtroppo però, oggi sono costretto ad abbandonare il mio incarico, e non per l’esito della sentenza che ritengo ingiusto e sbagliato, ma per il valore che questa sentenza ha. Una città come Napoli non può avere un sindaco condannato come suo primo cittadino, una città come Napoli non può essere guidata da un napoletano che non rispetta le leggi e le istituzioni. Perché se Napoli vuole tornare ad essere grande, se tutti noi vogliamo rendere la nostra città migliore, la strada da percorrere è solo una, e voglio essere io, oggi, a dare l’esempio.
Lasciare il mio mandato è un enorme dolore, ma sono felice di fare un passo indietro, se questo coinciderà con un passo avanti di tutti voi. Un passo avanti verso il rispetto per lo stato, per le sue istituzioni, per le sue regole, anche quelle che ritenete ingiuste, un passo avanti verso il rispetto per la vostra città, per i vostri concittadini e per voi stessi.
Abbiamo tutti peccato di presunzione, io nel pensare che da solo sarei riuscito a cambiare tutto, e voi nel pensare che Napoli sarebbe potuta cambiare senza il vostro massimo impegno. Io non so se avrò di nuovo la possibilità di provarci, non so se quando tutta questa storia sarà finita, una volta che avrò provato la mia innocenza, avrete ancora fiducia in me, ma di certo so che voi questa possibilità ce l’avete, fin da oggi.
Ed io sarò al vostro fianco, continuando a dare il massimo anche come semplice cittadino.
Sono certo che lo farete anche voi.
Grazie.»

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