La formazione è un viaggio che può iniziare con una risata e finire con un’intuizione che cambia la giornata. O la vita.

Massimo,
in poche parole

(più o meno)

Sono Massimo D’Agostino: sociologo, formatore e storyteller.

Da oltre 15 anni aiuto aziende, team e professionisti a imparare davvero, crescere sul serio e cambiare per scelta

Non amo le etichette (ne ho già collezionate abbastanza), ma una cosa la so: mi occupo di persone. Le ascolto, le provoco, le accompagno.

Progetto e guido percorsi che uniscono rigore e creatività, neuroscienza ed empatia, esperienza concreta e storytelling.

Partendo sempre da chi ho davanti: persone reali, con bisogni veri.

Perché credo che per far evolvere davvero, bisogna partire dall’ascolto, dal rispetto e dalla volontà di trasformazione.
Non leggendo slide, ma creando spazi vivi in cui si impara parlando, osservando, ridendo e discutendo.

Sono ideatore di Synarta® – L’arte di connettere per trasformare: un metodo formativo che mette a sistema ciò che ho imparato in anni di aula e di vita, trasformando intuizioni in comportamenti che restano.

Non si tratta di “insegnare qualcosa”, ma di creare le condizioni affinché le persone possano scoprire, interiorizzare e creare nuove possibilità.

Anche attraverso il potere del racconto, perché credo che le storie ci salvino e ci aiutino a creare delle connessioni autentiche. Per questo cerco ogni giorno di viverne e raccontarne di nuove.

O di farmele raccontare, spesso partendo da una domanda: “Cosa sognavi di diventare, da grande?”

Alcune tappe, qualche svolta.
E un paio di imprevisti

Liceo classico, giurisprudenza lampo, e poi una tesi che apre un cerchio chiuso anni dopo.

Da una “media del 30” a una tesi sulla formazione

Dopo il liceo classico, mi iscrivo a giurisprudenza (dove, grazie al mio unico esame dato, ho a tutt’oggi l’invidiabile media del 30), ma capisco presto che devo cambiare direzione.
Mi iscrivo a Sociologia con indirizzo comunicazione e mass media e mi laureo con una tesi sulla formazione esperienziale.
Il bello è che allora non sapevo che quella scelta sarebbe diventata il cuore del mio lavoro qualche lustro dopo. La vita, a volte, scrive finali migliori di noi.

Erasmus, nuove esperienze e qualche sfida inaspettata.

Madrid mi ha cambiato (senza che nessuno dei due lo sapesse)

Durante l’università, decido di fare l’Erasmus a Madrid. Una città viva, generosa, libera.
Imparo una nuova lingua, faccio piccoli e improbabili lavori, mi metto in discussione.
E finisco per sentirmi a casa in un posto che non conoscevo.
Una palestra di autonomia, ma soprattutto di adattamento.
Un tema che è poi diventato parte centrale del mio approccio alla formazione: imparare a stare nel cambiamento.

Stavo andando a Milano per un Master. Poi squilla il telefono.

Una telefonata, un treno e una svolta.

Nel giugno 2007, dopo un viaggio da Londra a Milano per iscrivermi a un Master in Marketing e Comunicazione alla Bocconi, mi trovo su un treno molto affollato che mi riporta a Napoli, a quella che ancora per pochi giorni sarebbe stata casa mia. Ricevo una telefonata da Roma.
Due giorni dopo, ero lì: trasloco, stage, nuova città, nuova vita.
Non una scelta facile, forse nemmeno una vera e propria scelta. Ma, di sicuro, uno di quegli snodi che ti cambiano il tracciato.


Comunicazione, creatività, e uno dei migliori fallimenti della mia vita.

Da copy a imprenditore (e ritorno)

Dopo le prime esperienze nel marketing, entro in un’agenzia di comunicazione dove cresco fino a diventare direttore creativo.
Poi nel 2012, a 30 anni, insieme a quattro colleghi fondo la mia agenzia: fuddenuain.
Un sogno. E per un po’ funziona. Poi arrivano gli ostacoli, le divergenze, le difficoltà.
L’esperienza si chiude, ma porto via con me una lezione: un fallimento può insegnare molto più di un successo. E spesso ne è l’anticamera.
Una lezione che porto ogni giorno in aula.

A volte le parole non bastano. Per fortuna, esistono le immagini.

Raccontare (anche) con le immagini

La mia passione per il cinema nasce da bambino, quando guardavo i film con occhi spalancati e un blocco per appunti immaginario. Le storie mi affascinavano. E molto presto ho iniziato a raccontarle anche io, scrivendole e trasformandole in video, prima con amici, poi nei viaggi, infine nei progetti professionali. Negli anni ho girato corti, creato videoclip, documentato eventi, montato interviste, costruito narrazioni per aziende e progetti sociali. Per me il video è più che un mezzo: è un modo per dare forma alle idee. E anche se in aula uso più la voce che la videocamera, il mio sguardo resta lo stesso: trovare la storia giusta da raccontare, negli occhi di chi ho di fronte.

Da piccolo parlavo tanto. Oggi ascolto. E su queste due cose, ci ho costruito un lavoro.

“Dovevo parlare. Poi ho imparato ad ascoltare.”

Nasco a Napoli una sera di luglio del 1981, e imparo troppo presto a parlare, costringendo i miei genitori a sorbirsi lunghi monologhi mentre mi tengono in braccio. Col tempo, imparo anche ad ascoltare. E oggi, quell’ascolto è uno degli strumenti più potenti del mio lavoro.
Perché per aiutare le persone a cambiare, devi prima capirle.
E per capirle, devi lasciare spazio.
Perché un appassionato di storytelling cerca sempre una nuova storia da raccontare.

Il mio lavoro dei sogni, da piccolo, era essere una rockstar.
 Crescendo, sono diventato un formatore.


Il prossimo passo: essere un formatore rockstar.

Questa è la mia storia, non vedo l'ora di ascoltare la
tua.

Chi mi ha dato fiducia

Negli anni ho affiancato realtà molto diverse: multinazionali, PMI, startup, associazioni.
Ho tenuto corsi in aula, ma anche a bordo di dragon boat, su campi da volley, in teatri, barche a vela, set cinematografici e…
tende da campeggio.

Perché i contesti cambiano le persone tanto quanto i contenuti.